martedì 28 novembre 2017

Realtà normale batte Pro Ana 1-0

Mi accontento di una vittoria di misura, ma di questi tempi non è male. Il riferimento è alla notizia shock (fonte Corsera) di due giorni fa: una blogger diciannovenne delle Marche è stata denunciata dalla polizia di Ivrea, sui iniziativa della madre di una ragazzina minorenne, per i terribili consigli alimentari proposti istiganti all'anoressia e alla bulimia. Ergo, la blogger che si è beccata la denuncia è una delle cosiddette pro ana, le sirene del Web che da dieci anni e forse più infestano la blogosfera e che la chiusura di Splinder ha appena ridotto di numero e virulenza.
Ma come ho letto, sento dire su Youtube e comunque anche io penso fortemente, basta un esempio cattivo che danneggia una sola persona e già si può piangerne e gridare alla sconfitta, al guaio, al danno.

Dolenti le parole della madre della minorenne, che ricostruisce la vicenda accennando a continui messaggi che la figlia riceveva e che consistevano in istruzioni da seguire per dimagrire in maniera insana e innaturale. Una specie di personal ana coach insomma. Terrificante.

La nota positiva, oltre al fatto che una colpevole è stata smascherata e denunciata e il suo mondezzaio virtuale oscurato, è stato il ritorno di normalità dopo l'assurdo. Una madre preoccupata che prende il toro per le corna e smuove mari e monti per aiutare la figlia, senza paura di andare fino in fondo*. E così ottiene due cose: la salute di sua figlia, o almeno la via verso la guarigione, e sua figlia stessa. Perché nelle famiglie sembra che si parli di tutto tranne che dei veri problemi, dei disagi, delle solitudini. Poco tempo, poca testa, troppa tecnologia: anche i tempi "modernissimi" non aiutano. Da minorenni poi si è un po' strane, ribelli, introverse e chiuse, ma ogni tanto bisogna fare un passo indietro e intuire che forse è meglio seguire i consigli dei genitori, anche se imperfetti, piuttosto che di estranei. Se poi non ci si riesce, è davvero una fortuna, come ha detto la signora in questione, che intervengano i familiari prima che sia troppo tardi. 

*Non è una banalità, leggetevi "Noi ragazzi dello Zoo di Berlino" specie quando la protagonista Christiane lamenta che sua madre non si era mai accorta di niente mentre invece quella della sua amica una sera venne tutta infuriata alla fermata della metro a riportare la figlia a casa.

4 commenti:

  1. Sai cosa? Sono molto spaventata.. Le mie gemelle di 4 anni e mezzo già sembrano considerare noi genitori persone alle quali nascondere le cose "vergognose" (es. non ci raccontano le cose brutte che succedono all'asilo tipo liti, cadute, sgridate ecc..) cose che invece raccontano ai nonni. Se iniziano a fare queste discriminazioni alla soglia dei 5 anni, ho il terrore al pensiero di ritrovarmele adolescenti e non saper da dove iniziare...

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    1. Scusami sembra non esserci il nesso col tuo post.. è come se non avessi terminato la frase.. era sol per dire che basta veramente un niente, una parola sbagliata, uno sguardo di sufficienza, una risposta data in malo modo per perdere la fiducia dei propri figli e ritrovarsi di fronte una persona che pensavi di conoscere come le tue tasche che, invece, è totalmente estranea.
      Mi sto facendo troppe paranoie? Probabile, ma al giorno d'oggi ci sono talmente tanti stimoli che l'unico modo è pregare che vada tutto bene e liscio.

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  2. È che viviamo in tempi in cui è lecito poter dire qualunque cosa.....

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  3. Dite bene ragazzi...
    In entrambi i vostri interventi mi viene da dire che bisogna vigilare di più, sia i genitori di figli piccoli o adolescenti che i controllori dei siti e dei social network. Facebook stesso sta ampliando gli algoritmi per rastrellare in maniera almeno macroscopica oltre a potenziali terroristi anche violenti e pedofili... e comunque, detto da esperti, c'è da avere più paura della mattanza di violenza ma anche cyberbullismo e cyber manipolazioni nel quotidiano che dell'Isis!

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