mercoledì 29 maggio 2019

Toh, un lavoro a tempo pieno - the beginning

Correndo gomito a gomito

"Sto cercando lavoro..."
"Ma allora dai, vieni al residence da me"
"Ah grazie!! Bada, come cameriera ai piani però, non ho esperienza come cameriera ai tavoli"
"Ma no, ci serve una persona alla reception"
"Ma non ho nessuna esperienza"
"Non importa"
"...e non parlo le lingue"
"Non le richiediamo"
"Ah, fico... ok!..."

giovedì 25 aprile 2019

Negazionismo, zero empatia o pancia piena?


Nel bel mezzo di una chiacchierata via whatsapp, il seguente epilogo

Ex collega: pensavo che avessi iniziato all'albergo
V: Purtroppo se non trovo un impiego con stipendio, do di balta… È terribile a questa età vivere come un'adolescente squattrinata
Ex collega: le capacità di una persona non sono direttamente proporzionali a ciò che fa
V: Quindi? Devo continuare a vivere con gli spicci contati e mille smanie?
Ex collega: ormai è dura per tutti Vane… in una famiglia è normale che ci sia uno che lavora e l'altro no se ci pensi
V: Credo di aver diritto di desiderare almeno uno stipendio part time
Ex collega: ma Davide quanto guadagna? non basta per tutti e due?
V: 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 Ah già!

Ex collega: no?

Un decennio di lavoro gomito a gomito e confidenze al vento, non c'è che dire. O forse i due lavori e il Bmw rendono sordi.

lunedì 15 aprile 2019

Il cinema è arrivato secondo anche stavolta, vincono i mutilati consenzienti di Palermo

Stamani, in cronaca.

Niente male direi. La realtà supera quasi sempre la fantasia di cinema e televisione, già lo sapevo e lo avevo detto anche usando come termine di paragone il pacchiano "Beautiful".

Questo episodio di truffe, soldi e mutilazioni consenzienti mi ha richiamato il film "Pietà" del mio amore coreano Kim Ki-Duk, col quale riprese a scioccare il mondo, dopo la per così dire tregua dell'autobiografico docufilm "Arirang". 
"Pietà" vinse a Venezia il Leone d'Oro come miglior pellicola nel 2012. Protagonista della storia lo scagnozzo di un usuraio che mutila sventurati debitori per saldarne i conti: una volontarietà estorta quindi quella dei mutilati, deturpati nel corpo, nell'anima e nella dignità anche se liberi dalle grinfie del debito... e anche il finale è molto più "umano" e "giusto" della realtà. Fra tempi e paradossi della giustizia italiana, non è improbabile che molti dei 42 fermi si dissolvano in bolle di sapone o in soluzioni di compromesso per poi continuare come se nulla fosse. Invece nell'opera di KKD, violenta e spietata più che mai, allo spaccaossa andrà a finire decisamente male.

venerdì 15 marzo 2019

Fridays for Future, ma impegno soprattutto in tutti gli altri giorni!

Appoggio e sostengo gli studenti di tutto il mondo che stamani hanno saltato la scuola per protestare contro i governi per sensibilizzarli sul clima, dando un seguito alla proposta della giovane svedese Greta Thunberg, per chiedere fortemente di attuare in modo concreto le belle parole dette al precedente accordo di Parigi del 2015. Perché nei congressi internazionali, che si potrebbero fare anche in videoconferenza, si è tutti d'accordo su cosa fare, ma poi finita la festa bisogna mettersi subito al lavoro.

Ma in soldoni è proprio quello che vorrei facessero gli studenti stessi dopo questa mattinata/giornata: che ogni giorno fossero davvero loro i primi attori di un mondo più ecologico, nel loro piccolo.

Parole banali? Forse, ma vere. Probabilmente io e i miei coetanei siamo stati gli ultimi adolescenti green perché andavamo a scuola in bicicletta, viaggiavamo in auto a bassa cilindrata, riciclavamo soprattutto la carta e riutilizzavamo vestiti e libri dai nostri fratelli e cugini più grandi. E anche da adulti continuiamo a farlo in famiglia mia. 
Ma le generazioni nate a metà degli anni '90 si sono ritrovate un benessere maggiore, un consumismo amplificato, una tecnologia sempre più diffusa e ahinoi una minore sensibilizzazione per il risparmio energetico. 
Come fare a dire ad un adolescente di tenere spento l'iphone per evitare di ricaricarlo tre volte al giorno o di non farsi la doccia sette giorni su sette, quando fino a ieri l'ha fatto con la stessa naturalezza del respirare e quando le stesse famiglie non li sollecitano più di tanto all'economia, forse per non ripensare alle ristrettezze passate? E vogliamo parlare dei bambini più piccoli? Inutile regalare loro le ecologiche costruzioni di legno se poi permettiamo che consumino decine di album da disegno per scarabocchi anti noia.

Quindi ricapitoliamo: oggi gli studenti hanno protestato per sollecitare i governi inoperosi ma tutti quanti siamo colpevoli ogni giorno, per periodo storico o mala educazione, noi 35-60enni per non aver educato bene (mettendo qualche paletto) i minori, e questi ultimi perché chissà se davvero da oggi, dopo la parata fra cartelloni e selfie separeranno di più i rifiuti, useranno di più la bicicletta, controlleranno gli sprechi di energia. Però sono i politici che dovrebbero premere sui colossi mondiali, controllare le grandi multinazionali che più inquinano, vigilare sulle emissioni eccessive, livellare gli sprechi, incentivare il riciclo, tassare gli scorretti.

La vedo dura per questo povero pianeta, ormai impossibile da salvare ma non da risanare.

giovedì 7 marzo 2019

Stanley Kubrick RIP 1999-2019




Oggi 7 marzo altra giornata di memoria cinematografica luttuosa - non che me ne andrò al cimitero con magone e lagrime a fotografare una tomba, come feci per Federico Fellini lo scorso 31 ottobre, no...però....

Vent'anni fa se ne è andato Stanley Kubrick, noto regista, sceneggiatore e produttore ma anche fotografo, montatore, scrittore e creatore di effetti speciali, ruolo in cui vinse il suo unico premio Oscar.

Già un lustro fa gli ho dedicato questo post, di cui mi sono ricordata quasi a metà di questo, ma ho preferito non rileggerlo e andare avanti a scrivere. Se ci saranno ripetizioni quindi, non potrò che scusarmi appellandomi all'amore e alla smania di parlare liberamente di lui e delle sue pellicole

Kubrick, lo sappiamo tutti, era un autore con una preferenza per il genere bellico ma straordinariamente versatile - più o meno come il primo Steven Spielberg - e grande visionario, avanguardista, controcorrente, polemico, tagliente, intenso, ironico, che parlasse di tecnologia o di sentimenti umani, di donne o di soldati.

Ha dato vita a diversi titoli, sempre più diradatisi col passare degli anni, in gran parte diventati pilastri della storia del cinema per la loro eccezionale qualità narrativa, da "2001 - Odissea nello spazio" (basilare anche per certe innovazioni in materia di tecnica di regia) a "Il dottor Stranamore", da "Spartacus" a "Full Metal Jacket", sui quali si potrebbero mettere giù fiumi di inchiostro e magari avere ancora qualcosa da annotare.


Fra i suoi film più famosi e controversi, amati-odiati e citati direi "Arancia meccanica", allora seconda pellicola nella storia del cinema vietata ai minori ad essere stata candidata come miglior film dall'Academy - non molto dopo "Un uomo da marciapiede"...che però la statuetta se la portò a casa.


Notevoli il perfezionismo di Kubrick, che lo spingeva a ripetere anche sessanta volte una stessa scena ("In realtà filmo anche le prove") pur di dar vita alla sua visione, come il suo bisogno di controllare completamente tutta la fase di produzione di un film, non senza grandi interventi nelle stesure delle sceneggiature, che lo portavano a distaccarsi fortemente dai romanzi da cui attingeva, testi di Nabokov e King inclusi.

Singolare la sua capacità di impreziosire e rendere noti dettagli che all'interno delle sue storie diventavano quasi essenziali: pensiamo alle colonne sonore, con prestiti dalla musica classica (dal valzer di Strauss alla Nona di Beethoven, fino alla Suite n. 4 di Haendel) a quella moderna (il country, il garage rock, l'inno dei Marines e molto altro in "Full Metal Jacket", il rockabilly "Baby did a bad bad thing" in "Eyes Wide Shut", le ballate anni '20 in "Shining"); pensiamo ai quadri e alle sculture in "Arancia Meccanica", fra cui comparivano anche alcune opere della di lui moglie, pittrice; pensiamo al triciclo in "Shining" o anche semplicemente alla canottiera easy indossata da Nicole Kidman in "Eyes Wide Shut".

Film spesso e volentieri rock-e-shock quelli di Kubrick, non facili da vedere e ancor più complicati da capire anche solo per la "lentezza", lunghezza e verbosità di molte scene, anche quando aperti a più significati. Scandalosi, arditi, pesanti, pensanti, con la censura e la critica a mettere paletti a volte anche comprensibilmente.

In molte storie spiccava la sua tendenza a dare spazio ai (super) "cattivi" e alla cattiveria, protagonisti in "2001 - Odissea nello spazio", "Arancia Meccanica" o "Shining". Anzi - l'ho detto in più di un momento in questo spazio virtuale - Stanley preferiva quasi i cattivi ai buoni perché davano più spessore alle sceneggiature e perché fondamentalmente credeva nella natura malvagia del genere umano: "Non dobbiamo stupirci quando viene fatto qualcosa di brutto ma al contrario quando viene fatto qualcosa di bello".

Ritornando al concetto di shock potrei definirlo "biunivoco", che non si limitava a schiaffeggiare lo spettatore fra scene di violenza, amori proibiti, menti malate o relazioni tossiche, ma anche gli attori stessi che hanno interpretato alcuni ruoli scomodi. 
Malcolm McDowell pagò con un ostracismo non frequente nella storia della cinematografia l'interpretazione politicamente scorretta del drugo Alex, mentre Shelley Duvall ci rimise addirittura la salute mentale per aver incarnato la Wendy di "Shining" in un set dove forse solo l'attore bambino poteva regalarle un qualche sollievo; nello stesso film Jack Nicholson peraltro da una parte avrebbe voluto aiutare la collega, dall'altro dovette seguire particolari indicazioni, nelle scene più paurose, per spaventarla ulteriormente, come ad esempio l'improvvisazione*. Questa "licenza" venne fra l'altro concessa da Stanley soltanto a lui e a Peter Sellers ne "Il dottor Stranamore" per un triplo ruolo che certo non avrà che alimentato lo sfasamento di identità dell'attore che in seguito, sempre più depresso e insicuro, dichiarò di non credere di avere più una propria personalità.
Tom Cruise e Nicole Kidman, assoldati per "Eyes Wide Shut" in quanto coppia anche nella realtà, si lasciarono non molto tempo dopo l'uscita del film, che aveva rimosso negativamente i loro problemi relazionali. Anche i giovani soldati di "Full Metal Jacket" Matthew Modine e Vincent D'Onofrio non hanno avuto con l'ennesimo capolavoro di Kubrick il successo sperato, soprattutto Modine che avrebbe poi ricoperto tanti ruoli, si, e anche con registi di spicco, ma molto molto meno impegnativi e memorabili.

Spero che continuino a proiettare su piccolo e grande schermo ed eventualmente restaurare i film di Kubrick e che sempre più persone si sforzino di vederli e leggerli al meglio possibile, perché sono davvero delle opere d'arte straordinariamente moderne che hanno molto da ispirare e insegnare.

*= cosa vi ricorda questa cosa? Forse "Ultimo tango a Parigi"? A me si

martedì 5 marzo 2019

Quando i ruoli si invertono: non corro più come Fantozzi!

   


Non che sia diventata la Mary Keitany riminese ma neanche la Katherine Bertone romagnola, MA-GA-RI, ma qualcosa sta cambiando, ebbene si.

Più precisamente, da quando a ottobre ho iniziato a correre sotto la guida di un coach di club podistico della mia nuova città, ho appunto iniziato a correre. Piano piano, ai miei tempi lumacheschi, ma con costanza e in crescendo, con maggiore tecnica, scioltezza, dignità, fra stretching mirato e ripetute. E mi sono allenata con 3 gradi, con l'umidità che tagliava fiato e faccia, sotto la pioggia, col buio.

Domenica pomeriggio, l'ulteriore svolta: i ruoli che si invertono. Prima di cena sono andata a correre con Davide, che non svolge nessuna attività fisica e da gennaio non va neanche sempre alla partitella di calcetto del giovedì sera., ma che ha notoriamente sempre avuto più fiato e gamba di me. Ebbene, tranne i primi 500 metri in cui andavamo pianissimo anche per fare un qualche riscaldamento, gli sono sempre sempre sempre stata 5-6 metri avanti se non di più, anzi sentivo di starmi trattenendo per non staccarlo troppo e quando ho fatto quelle due-tre piccole accelerazioni nelle salite o per sorpassare pedoni lenti, poi correvo sul posto per aspettarlo. 



Al quinto chilometro lui mi fa: "Cavolo, si vede che corri": io muta ovviamente, ma dentro di me ho gongolato. Al sesto chilometro (ne volevo fare sette abbondanti) gli dico: "Quanto manca al settimo? E se arrivassimo a otto?" e lui, in percettibile affanno: "Eh, se ci arrivo a otto".



Ebbene si, dopo quasi quattro anni Fantozzi e il T1000 si sono scambiati i ruoli. Yeeee!!!

giovedì 31 gennaio 2019

Juventus, Atalanta, cialde e ragione: dialogo flash col fidanzato

Post lampo meditato stanotte in preda ad una lieve insonnia.

Iersera, come ben noto, partita di Coppa Italia fra Atalanta e Juventus. Davide ed io la guardiamo con la stessa golosità con cui guardiamo il 90% delle partite di calcio, basta che una palla rotoli insomma - anche se cerco di fargli vedere anche qualche corsa quando si degnano di darne in tv.

Squadre in campo.
V: "Ma chi è l'avversario della Juve, l'Inter??"
D: "No, Atalanta"
V: "Ah dai....che bello se l'Atalanta vincesse la Coppa Italia quest'anno"
D: "Ma così la Juventus verrebbe eliminata..."
V: "Si, ma anche il mio povero Milan, che pure ci resterebbe peggio essendo già in semifinale..."

Sono all'acquaio a lavare i piatti ed ecco che l'Atalanta passa in vantaggio.
D: "...."
V: "Ah... beh, adesso l'Atalanta è più vicina alla conquista della Coppa. Caffè?"
D: "Ok grazie.... vuoi una mano ad aprire la cialdina? Dai qua..."
V: "Non si strappa sta bustina, ci vogliono le forbici..."
D (dopo mezzo minuto): "Si, ci vogliono le forbici, tieni..."
V: "Mh, è già la seconda volta che ho ragione stasera".

Seratona, eh?