venerdì 27 novembre 2015

Esiste l'amicizia uomo-donna? Seconda parte

Come va, ti ricordi? Come sta il mio omonimo?


Ecco qual è stata l'email con cui sono ripresi i miei rapporti epistolari, da me interrotti per naturale sconcerto e per un vago sentore di qualcosa di anomalo, con Il Pugliese.
Ma proprio la semplicità di questa lettera mi convinse che il mio strano, pindarico nonché iperintellettuale conoscente si sarebbe riproposto con più pertinenza e normalità e non avrebbe coltivato pensieri strani dietro parole astruse.

Poi io (scema? Ingenua? Irrealista? Paraocchiata?) mi dicevo: ci dividono un migliaio di km, undici anni e, last but not least, la mia condizione di fidanzata innamorata...come potrebbe solo azzardare a coltivare brame di possesso su di me??! Ovvio che no!

       

Tutt'ora, se ci ripenso, a leggere questi estratti qualche dubbio mi viene

Sono contento di conoscere una come te (...) Non hai una gemella o un'amica?

Io sto bene, ma per trovarne una come te come faccio?

ma allora pensavo che se a lui piaceva giocare col fuoco, coi serpenti e coi coccodrilli o anche solo flirtare molto vagamente con tipe fidanzate non interessate, peggio per lui se si beccava un'ustione, una flebo di veleno, un morso o, peggio, un'eterna friendzone. No?


E guai a lamentarsi se poi interviene la madre dei mostri!!!
                              
Dopo 3-4 letterucce, ad agosto annuncio al mio amico di email che a fine mese, ovviamente col mio fidanzato, avrei fatto tappa nella sua terra per qualche giorno di vacanza e che quindi non potevamo non incontrarci. E l'incontro ci fu, lui ed io, in un mezzogiorno di fuoco con una quarantina di gradi: chiacchiere solite su calcio, sport, musica, concerti, società e donne (si, parlavamo molto delle sue disavventure col gentil sesso), passeggiate, assaggi di amabili dolci del posto - si era alzato tardi e non aveva voglia di pranzare.

     

Giuro che Il Pugliese sembrava tranquillo, tutto appariva come nelle lettere: lui era gentile e affettuoso ma sereno, né ha fatto neanche mezza mossa "falsa". Ci salutiamo dopo un pessimo selfie e scambiandoci finalmente i numeri di cellulare, il giorno dopo gli propongo di venire con noi ad un concerto ma lui rifiuta, ha già visto così tante passate edizioni che non se la sente, ok.
Noi ripartiamo alla data stabilita, con una capatina a vedere ed abbracciare i trulli.

La corrispondenza riprende dopo quasi due mesi, gli invio il nostro selfie e iniziamo a chattare su Messenger. E fu così che lui, con due conversazioni a distanza di pochi giorni, mi fece prima irritare e poi "inc@#§*re abbestia", ponendo fine alla nostra frequentazione.

(Fine seconda parte)

domenica 22 novembre 2015

Cose brutte e schifose quando vado a correre

Ma perché mettermi ansia, mandarmi in sovraccarico il cervello e aumentarmi rughe e gastrite con post "impegnati" e drammatici, quando posso farne di stupidini, frivoli, inutili e pseudodivertenti?

                                          

Eccomi qui a spendere due parole su alcune osservazioni sulle mie corse. Ebbene si, nelle ultime tre settimane ho incredibilmente ripreso a correre (come un'altra utente che conosco e saluto... Ciao Sara!!!), sempre alla mia maniera: passo di formica, niente musica e, udite udite, perfetta solitudine. Il tutto nonostante i 10 gradi di temperatura, poi scesi a 7. Ma qui nel mio Piemùnt orientale ci sono si fresco, nebbia, umidità ma, hip hip hurrà, quasi per niente vento. Cosa che non mi dispiace affatto.

 

Tornando alle mie corsette, ecco il patetico cinematografo che si crea non appena esco di casa:
- mi incammino intirizzita verso il vialone con pista ciclabile adiacente al centro, a 5 minuti a piedi da casa mia, con passo e movenze degni di C3PO di Star Wars e gli occhi spalancati come padelle
- arrivata alla pista ciclabile, mi allaccio meglio le stringhe degli scarpini e faccio partire Runtastic e quella sua vocetta di elettroperculo
- do inizio alle danze...macabre

Correre è bello anche se faticoso, ma per come lo faccio io questa sana ed economica attività assomiglia più ad un trenino horror splatter organico. Ecco perché:
- dopo neanche 500 metri la mia vescica esige attenzione e sembra farmi toctoc, ma almeno non sento quasi più freddo
- dopo il primo km (circa un giro a/r della pista) sento i primi leggeri fastidi al diaframma, che per fortuna durano poco; la voce elettroperculatrice di Runtastic intanto mi dice che ci ho messo poco più di 8' (sigh sobh sniff)
- dopo il secondo km la vista mi si appanna leggermente e inizio a sentire l'effetto "sangue al naso"; la vescica invece mi concede tregua ma in compenso mi sento le braccia pesanti e ingombranti (!!!)
- verso il terzo km ho uno-due episodi di dolore al diaframma, sempre brevi ma moooolto acuti, roba da farmi rallentare e zoppicare incurvata dal fastidio; il respiro mi si fa più "rantoloso" tanto che qualche passante alza gli occhi guardandomi male; sudore sparso e rossore in faccia minano ancor più il mio aspetto non eccelso

*** ATTENZIONE: INIZIO DELLA PARTE SCHIFOSA ***

- verso il quarto km il naso quasi mi frizza, quando espiro rischio di esternare qualche gocciolina di saliva, ho un leggero sentore di nausea che si traduce con uno-due ruttini (spesso al "gusto frutta") e a volte anche con discretissimi sfiatini posteriori


Menomale che Lionel Messi ha sdoganato il diritto di dare di stomaco in pubblico - ancora però non mi è capitato!!
                                                      
- se l'orgoglio mi strabocca e soprattutto se gambe e polmoni non sono ancora da buttare, mi avventuro bella unta e rossa come un peperone (ma sempre a chiazze) nel quinto giro, in cui arrivano colpi di tosse e necessità di sputare per liberare la gola...bleah!


In tutto questo, c'è da considerare l'antiestetica visione dei miei 99 cm di sedere che sballonzolano passo dopo passo, in attesa di ridursi gradualmente...

              

In tutta sincerità, in questo novembre come in primavera non mi è parso di aver mai visto un corridore in condizioni analoghe alla mia: ho visto e tutt'oggi intravedo uomini inespressivi dall'abbigliamento super tecnico che volano come gazzelle oppure donne vestite sui toni del rosa che camminano in coppia, ritmate e dignitose!

                                     

martedì 17 novembre 2015

Non ne parlo, ma ci penso e ne soffro

A gennaio pensavamo che un massacro come quello accaduto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo difficilmente si sarebbe potuto ripetere. Dodici morti in pieno giorno, con gli attentatori che potevano sembrare degli acquirenti frettolosi in una tabaccheria: vado, faccio, me la svigno. Invece, dopo l'orrore al supermercato kosher, è riaccaduto venerdì sera, sempre nella capitale francese, e in sette posti diversi, con dieci volte i morti di gennaio: diversi kamikaze dell'Isis hanno fatto fuoco con gli AK 47 o si sono fatti esplodere in otto zone diverse, quasi tutti in centro, dalle 21,20 in poi in un domino di boati, esplosioni, grida, sparatorie e fuggi fuggi di chi ha provato a mettersi in salvo, ma soprattutto sangue e morte.
Non è stata una tragedia, né un massacro: è stata un'ecatombe di 129 morti e oltre 300 feriti, di cui un terzo gravissimi:


       

Vorrei qui esprimere il mio dolore per le tante, troppe vittime anche di giovane età, ma anche il mio ribrezzo, disgusto e rabbia nel vedere gli abitanti una città storica, una capitale dell'arte, della cultura, della bellezza e della vita come appunto Parigi massacrati e oltraggiati da una minoranza di fanatici ultraviolenti senza leggi né regole tranne quella arbitraria che li autorizza a storpiare ed estremizzare un testo religioso per giustificare la loro smania di potere e sangue. Né mi consola o tranquillizza ricordarmi che la storia si ripete e già in passato piccoli manipoli di violenti organizzati avevano assaltato e sottomesso popolazioni più grandi e ahiloro più pacifiche e impreparate.

Hollande, o come dice l'Isis "l'imbecille di Francia", ha già risposto con i fatti facendo bombardare la Siria, sono stati inaspriti i controlli, nelle dogane, arrestate e fermate persone coinvolte o sospette e sospesi tour musicali di famose band, amichevoli di calcio ed eventi culturali tra cui un convegno sull'Islam e l'islamofobia indetto dall'ordine dei giornalisti fissato a Firenze per questo sabato ma...basterà? Si calmerà la situazione? Saranno vere le minacce verso città come Roma, Londra e New York? E il mese prossimo cosa accadrà al Giubileo, visto che già all'Expo di Milano è andata di lusso???


E non ultimo, staremo relativamente tranquilli nell'assistere al prossimo campionato europeo di calcio, fissato a  giugno proprio in Francia?

giovedì 12 novembre 2015

Post Tag: 8 episodi della mia vita

Ispirandomi all'ultimo simpaticissimo post del blogger PuroNanoVergine, ho deciso di far grugnire i miei lettori con otto episodi della mia vita, in ordine cronologico! Tenetevi forti!

All'età di quattro anni ho sofferto dei miei primi episodi di insonnia in cui vegliavo, vegliavo e vegliavo e poi sprofondavo in un disperato stato di sonno con strane allucinazioni, con protagonisti personaggi di film della Disney e di libri di favole.

In quarta elementare indovinai come si calcolava la superficie laterale di un parallelepipedo, dopo decine di maieutiche domande della maestra cerbera.

A tredici anni bevvi per la prima volta un mezzo flute di spumante dolce - era il periodo natalizio. Iniziai a ridere come una scema facendo preoccupare gravemente mia madre.

Ho sempre adorato e tutt'ora adoro i gatti; nella mia città d'origine ne ho uno nero a pelo lungo che dico essere di razza "volpone" e cui permetto tutto, incluso graffiarmi cosce e petto.

In terza superiore ho convinto una compagna di classe a non abbandonare a metà anno perché a giugno, in un ipotetico ballottaggio per le bocciature (in genere, una o due per classe), lei sarebbe stata sacrificata al posto mio poiché andavo meglio di lei in almeno tre materie.

Il mio primo fidanzatino era un cafone falsissimo. A causa della mia inesperienza totale gli ho permesso di comportarsi molto male sia con me che con altri. Una volta, andando a casa di amici, lui cacciò un rutto al citofono e poi uno all'ingresso davanti a tutti e fu allora che per la prima volta mi si chiuse la vena e reagii gridandogli a pieni polmoni: "Allora! Hai rotto il c***o con questi rutti!"

All'università conobbi una tipa ultra cattolica con cui andai ad una festa di una facoltà diversa dalla mia. Pensavo di ubriacarmi un po' e fare la matta, ma dopo un drink smisi di bere e dovetti rincorrere e badare a questa tipa tutto il tempo perché, già completamente di fuori, si rendeva disponibile con ogni ragazzo che incrociava.

In una delle mie vacanze nel sud Italia, sono stata di passaggio ad Alberobello: un'ora indimenticabile in cui ho scattato decine di foto e, nell'unica in cui compaio, sono abbracciata ad un trullo tutta contenta e sorridente.



mercoledì 11 novembre 2015

Esiste l'amicizia uomo-donna? Si ma non dura, se lei è fidanzata

Ah, che bell'argomento l'amicizia tra uomo e donna! Roba da scriverci tomi e tomi, salvo poi concordare e riassumere che può essere si come no, a seconda dei casi. E sono sicura che ogni ragazza o donna ne ha uno grottesco da raccontare.
Il caso che personalmente mi ha riguardata e di cui voglio parlarvi è però davvero pessimo, è stata una bella promessa che poi si è spenta a dir la verità due volte - e stavolta direi definitivamente. Eh si, una volta mi si ripiglia, due no.

Salto indietro nel tempo, a qualche anno fa. Vado col mio fidanzato nel sud Italia a vedere un festival di musica folk molto bello e interessante. Come intuibile, in questa vacanza conosciamo nel nostro B&b il soggetto in questione alias Il Pugliese, un ragazzo di oltre dieci anni più grande di me che potrebbe sembrare il cugino giovane di Rafa Benitez, colto, gentile, educato, abbastanza simpatico, un pochino appiccicoso nel senso che marcava a uomo noi ed i nostri amici del festival e soprattutto molto chiacchierone, di quelli che alle quattro di notte, sul punto di salutarsi per andare tutti a dormire, ti attacca un sermone di dieci minuti sulla politica, garantendoti subito dopo un sonno di piombo. Il giorno della nostra partenza ci lascia recapito Facebook, email e cellulare. Passano pochi giorni e Il Pugliese ed io (avendolo il mio ragazzo acutamente dribblato sui social network) iniziamo a scambiarci appunto email chiacchierando più o meno coltamente su musica, viaggi e sport, ma anche raccontandoci qualcosina di noi. Smettiamo di scriverci dopo qualche mese, anzi più che altro smetto io di replicargli in virtù del tono anomalo di questa sua ermeticissima missiva:

Non ho potuto fare a meno di risponderti, ma tu forse ancora non capisci...

E davvero non avevo capito, stavamo parlando mail dopo mail del più e del meno!

Finita qui? Solo per un annetto e mezzo, ovvero finché un giorno trovo nella posta elettronica due sue righe amichevoli e brillanti, che mi chiedevano se mi ricordavo di lui e come stava "il suo omonimo" ovvero il mio fidanzato che, badarsi bene, porta appunto il suo stesso nome di battesimo.

(Fine prima parte)

mercoledì 4 novembre 2015

Settimane convulse

Se ripenso a quanto mi è accaduto nelle ultime settimane vedo tante cose sia positive che negative, ma anche grottesche: ho perso tempo ed energie a provare a far ripartire un'amicizia, ho lavorato col magone sapendo che l'azienda per cui stavo lavorando rischiava di chiudere, ho partecipato ad un addio al nubilato sublime, mi sono vista rimandare per la seconda volta il mio trasloco definitivo dall'amato Piemonte, ho perso il mio lavoro, ho iniziato a studiare per un concorso, ho avuto un colloquio di lavoro per un iper part time, ho avuto una mezza proposta di un altro lavoro, sono entrata nell'azienda per cui ho avuto il colloquio, sono andata ad un matrimonio iper sublime usando la mia Divina Canon, ho fatto domanda di preiscrizione per un corso su un lavoro del tutto estraneo ai miei studi e cv, ho esordito con buoni esiti nel nuovo lavoro iper part time.

Se ripenso a quanto la tv ha proposto nelle ultime settimane vedo un calderone con famiglie di immigrati ancor più disperati dei precedenti, programmi vip trash, precipitazioni che definirle anomale è un eufemismo, strade e case sbriciolatesi come frollini nel cappuccino, ancora persone che ammazzano altre persone peggio che in Call of Duty, politici che gigioneggiano che è una vergogna e continuano a non fare niente di concreto per questa povera Italia, bambini contesi come oggetti, ragazze e donne che muoiono durante diete o trattamenti estetici assurdi o che chiedono aiuto per uscire dalle loro malattie in fase avanzata o che dicono stop a social network e bellezza ad ogni costo, buongiorno!, il tutto a tre giorni dall'anniversario della scomparsa di Steve McQueen.

Chi avrebbe potuto trovare la lucidità per postare su qualcosa di tutto questo? Io no, ecco il perché di questo riassunto. Ma alla fine lo sanno tutti che sono campionessa olimpica delle buone intenzioni!!!!