martedì 17 novembre 2015

Non ne parlo, ma ci penso e ne soffro

A gennaio pensavamo che un massacro come quello accaduto alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo difficilmente si sarebbe potuto ripetere. Dodici morti in pieno giorno, con gli attentatori che potevano sembrare degli acquirenti frettolosi in una tabaccheria: vado, faccio, me la svigno. Invece, dopo l'orrore al supermercato kosher, è riaccaduto venerdì sera, sempre nella capitale francese, e in sette posti diversi, con dieci volte i morti di gennaio: diversi kamikaze dell'Isis hanno fatto fuoco con gli AK 47 o si sono fatti esplodere in otto zone diverse, quasi tutti in centro, dalle 21,20 in poi in un domino di boati, esplosioni, grida, sparatorie e fuggi fuggi di chi ha provato a mettersi in salvo, ma soprattutto sangue e morte.
Non è stata una tragedia, né un massacro: è stata un'ecatombe di 129 morti e oltre 300 feriti, di cui un terzo gravissimi:


       

Vorrei qui esprimere il mio dolore per le tante, troppe vittime anche di giovane età, ma anche il mio ribrezzo, disgusto e rabbia nel vedere gli abitanti una città storica, una capitale dell'arte, della cultura, della bellezza e della vita come appunto Parigi massacrati e oltraggiati da una minoranza di fanatici ultraviolenti senza leggi né regole tranne quella arbitraria che li autorizza a storpiare ed estremizzare un testo religioso per giustificare la loro smania di potere e sangue. Né mi consola o tranquillizza ricordarmi che la storia si ripete e già in passato piccoli manipoli di violenti organizzati avevano assaltato e sottomesso popolazioni più grandi e ahiloro più pacifiche e impreparate.

Hollande, o come dice l'Isis "l'imbecille di Francia", ha già risposto con i fatti facendo bombardare la Siria, sono stati inaspriti i controlli, nelle dogane, arrestate e fermate persone coinvolte o sospette e sospesi tour musicali di famose band, amichevoli di calcio ed eventi culturali tra cui un convegno sull'Islam e l'islamofobia indetto dall'ordine dei giornalisti fissato a Firenze per questo sabato ma...basterà? Si calmerà la situazione? Saranno vere le minacce verso città come Roma, Londra e New York? E il mese prossimo cosa accadrà al Giubileo, visto che già all'Expo di Milano è andata di lusso???


E non ultimo, staremo relativamente tranquilli nell'assistere al prossimo campionato europeo di calcio, fissato a  giugno proprio in Francia?

5 commenti:

  1. Io credo che tutto si riassuma in una frase che tu stessa hai screitto "Hollande, o come dice l'Isis "l'imbecille di Francia", ha già risposto con i fatti facendo bombardare la Siria,"
    La diplomazia, questa sconosciuta.
    Perché ricordo che se un venerdì sera qualsiasi a Parigi sono morte X persone, in Siria per mano dei Francesi (e non solo) chissà quante altre ne muoiono ogni giorno. No, ma quelle persone non fanno notizia perché non vivono in una capitale lussosa e alla moda come Parigi.

    Non voglio criticarti, ma penso che la maggior parte della gente si tappa gli occhi e le orecchie, pensa solo a quello che succede vicino a casa, dimenticandosi che anche in Siria vivono (ma soprattutto muoiono) PERSONE. E se non muoiono è perché sono chissa dove in giro per l'Europa in cerca di rifugio, nelle peggiori condizioni e odiati da tutti.

    Ecco, insomma, non credo ci sia altro da aggiungere.

    RispondiElimina
  2. Bella Lau, bentornata!!

    Hai ragione: tutti a piangere e onorare i 129 morti di Parigi e nessuno a spendere una parola per i 41 di Beirut o per quelli di Raqqa - anche se l'Isis afferma che non ce ne siano stati....anche se a maggior ragione meglio Parigi che niente.
    Però è anche vero che inevitabilmente Parigi faccia più notizia e, almeno per me, non certo per la moda o il lusso, ma perché la capitale francese è uno dei simboli nonché luoghi della storia della cultura, della filosofia e dei diritti umani, tutti concetti che i sanguinari dell'Isis ignorano... e di sicuro sono anche digiuni di concetti come pace mondiale, equilibri da mantenere, coscienza nucleare (vagli a parlare di MAD...)...

    RispondiElimina
  3. Spezzo il commento in due per timore di perderlo...
    Ed è proprio grazie alla coscienza, faticosamente acquisita, sui diritti umani e civili e alla consapevolezza dell'orrore delle guerre che i paesi occidentali sono riusciti a mantenere per settant'anni questa pace armata nella maggior parte del pianeta, evitando o almeno rimandando la propria partecipazione ad altri conflitti. Poi certo, l'altra medaglia di questo status è anche una buona fetta di ipocrisia e quella non piace neanche a me. Chi ammazza e bombarda non ha quasi mai ragione.
    Ma al mondo la Francia ha dato tante buone cose e persone oltre al suo contributo alla cultura, all'arte e alla filosofia: filantropi, salvatori di specie animali, ambasciatori di pace, medici senza frontiere... un contraltare che si affianca ai cattivi amministratori, alle bombe di Chirac a Mururoa (quelle criticate a parolacce da Bono 20 anni fa in diretta agli MTV Awards proprio a Parigi), alla politica estera di Hollande. L'Isis cosa darà mai all'umanità?
    E ripeto: vedere Parigi attaccata, insanguinata, dilaniata sette volte in appena un'ora mi ha colpito e fatto molto male....

    RispondiElimina
  4. Io direi che la mossa di bombardare la Siria sia stata un po' troppo di pancia.. anzi una cazzata spaventosa perché non fai altro che colpire civili innocenti (si dice non abbiano nemmeno preso le basi militari). Tra l'altro se guardi l'intervista che ho postato nel mio ultimo post, si richiede cooperazione, ma si intende bene che la Francia non intende cooperare con la Siria, ma piuttosto richiede un aiuto per bombardare ancor di più dall'Unione Europea.
    Sembra un bambino che gioca ai soldatini. Poi anche Putin ci mette la sua.. a breve succederà un casino mondiale.
    Basterebbe togliere all'Isis il loro potere: bombardare i pozzi petroliferi.. non avrebbero più interesse a fare tutto sto casino, ma quelli servono anche a noi, l'oro nero lo desiderano tutti e ne è la prova le migliaia di successioni di popoli che c'è stata in quella zona fin dagli ottomani se non prima. Quindi tutto rimane così, in equilibrio instabile, nel mentre si bombarda dove non centra nulla...

    RispondiElimina
  5. SuperSara, ho letto i tuoi ultimi post e non solo sarei sollevatissima che la Francia collaborasse con più diplomazia e umiltà, ma sono anche contraria a quanto deciso e fatto da Hollande! Per questa cosa i politici italiani, a costo di sembrare come al solito paraculi e incoerenti, hanno sempre optato per una politica estera meno drastica e più temporeggiatrice... e niente mi leva dalla testa che non è stato un caso fortunato se nel 2004 e 2005 ci sono stati terribili attentati di Al Qaeda a Madrid, a Londra e nella Sharm El Sheikh turistica, ma non in Italia...

    Putin? Mh, evito qualsiasi commento....

    RispondiElimina