mercoledì 30 dicembre 2015

Dream Team cinematografico: i migliori film natalizi

Poiché la scorsa settimana ero dalla mia famiglia a festeggiare e ad accrescere tutte le circonferenze esterne possibili immaginabili del mio involucro, non ho potuto scrivere nulla a causa della mancanza di collegamento internet, ma il criceto nella mia testa non poteva che generare questo meraviglioso spunto: il mio personalissimo Dream Team sui migliori film ambientati/ proiettati a Natale! Buon divertimento!


8) "Mamma ho perso l'aereo" di Chris Columbus. Ok, Macaulay Culkin bambino non era un mostro di simpatia e da piccola l'ho invidiato a morte, ma questo lungometraggio del 1990 campione d'incassi è stato nel suo piccolo un cult movie: un bimbo rimasto solo a Natale in una bella villona fa quel che gli pare e piace lontano dallo stress della famiglia e infine mette in scacco due ladruncoli, rivalutando anche un misterioso vicino di casa. Un plauso per il cast, fra cui lo stimato John Candy.

                                             
                                                
7) "Canto di Natale di Topolino" di Burny Mattinson. Un cortometraggio che avrò visto un'unica volta da piccola e che mi ha colpito, commossa e impressionata. E' una storia molto particolare, tratta dal romanzo omonimo di Charles Dickens e proposta nei decenni da tanti autori in varie salse: il ricco egoista e solo che si fa un esame di coscienza proprio a Natale e capisce cosa conta davvero nella vita, ovvero l'affetto delle persone.


                                             

6) "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Capolavoro di cinema e buoni sentimenti ben orchestrati, non senza un pizzico di buonumore a stemperare i momenti più drammatici. Anche qui il Natale fa da cornice ad una vicenda personale, questa però intrisa di pessimismo e scoraggiamento fino al lieto fine, in cui il protagonista sarà ripagato della sua bontà.

5) "Eyes Wide Shut" di Stanley Kubrick. Geniale uso del Natale da parte dell'amato regista newyorchese e naturalizzato britannico: un party di vigilia con tanti ricchi bricconi e lubrichi, alcol, polvere bianca e donnine; luminarie soft nelle strade di una Londra al limite dell'apatico; la supervisione degli ultimi regali nel negozio luxury assieme alla bionda figlioletta, prima del dialogo riconciliatore fra i due coniugi. Questo però col cavolo che me lo trasmettono in tv, durante la fatidica settimana natalizia.


                                                  


4) "Rambo" di Ted Kotcheff. Tra "La mia pistola per Billy" e il geniale "Weekend con il morto", il suddetto regista canadese ha scritto una pagina di storia del cinema con la vicenda del veterano di guerra ex berretto verde John Rambo, arrestato per vagabondaggio, braccato dallo sceriffo Teasle e autore di un bel caos tra sparatorie, inseguimenti, morti, incendi, blackout e ancora sparatorie. E si, il tutto è ambientato sotto le feste natalizie anche se ci se ne accorge appena grazie ad alcune timide luminarie e decorazioni che però danno un tocco più amaro che mai. Anche questo non proiettato sotto le feste proprio perché inevitabilmente privo dello spirito natalizio.


3) "Gremlins" di Joe Dante. Uno dei film che mi hanno più impressionato e fortemente spaventato da piccola. Quest'anno credo abbia fatto eccezione e sia stato trasmesso la vigilia di Natale, ma la breve epopea horror dei violenti, cattivissimi e sarcastici mostriciattoli assetati di sangue mettono in terzo piano l'atmosfera natalizia che fa da sfondo. Terribile la lotta con l'abete decorato, terribile il racconto di Kate che aveva perso il padre vestito da Santa Klaus, diabolico lo stratagemma di farne perire in gran numero in un cinema dove era proiettato "Biancaneve e i sette nani". Ma Dante è Dante ed il suo Natale non poteva che essere così.

                                         

2) "Babbo bastardo" di Terry Zwigoff. In lingua originale "Bad Santa", ha il primato (o l'esclusiva???) di essere il film sul Natale e in particolare sulla figura di Santa Klaus più politicamente scorretto di tutta la storia del cinema, proponendo un protagonista finto, truffatore, ladro, donnaiolo, beone, tabagista, sboccato e scontroso che si redimerà in parte compiendo una buona azione, che però gli costerà la cattura con colpi di pistola dei poliziotti e ospedale - il coprotagonista e complice è invece un nano nero, olè. Un plauso alla particolarità del soggetto e alla buona sceneggiatura, con continue battute shock. Qualche scena è effettivamente troppo pesante ma è da vedere e, nel mio caso, rivedere.

                                 

1) "Una poltrona per due" di John Landis. La pellicola per antonomasia per la prima serata del 24 dicembre: divertente, intelligente, spiritosa, originale e con un cast All Stars con Dan Aykroyd, Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis, James Belushi, Don Ameche, Ralph Bellamy e, in un cameo, Frank Oz. Tante le scene cult (il monologo iniziale di Murphy, le scene a Wall Street, Aykroyd inversione "Slumdog Klaus"), memorabile il corpo della Curtis, geniale il finale - talmente bello da far pensare che un po' tutti abbiano voluto togliersi il lutto per John Belushi e riprendere a fare ottimo cinema e far ridere. Al primo posto, tra i suoi mille meriti, per quello di non venire mai a noia.

                                                           

1 commento:

  1. Quest'anno la mia trilogia di Natale è stata:
    Love Actually (amo Hugh Grant, il personaggio di Natalie è la mia donna ideale e vorrei invecchiare come Billy Mack);
    Babbo Bastardo (mi piacciono i personaggi negativi che poi si rivelano meglio di altri);
    Brian di Nazareth (non capisco il motivo del doppiaggio con accenti napoletani, siculi ecc ma i Monty Python...)
    Quest'anno ho saltato "una poltrona per due" penso sia la prima volta della mia vita.
    In effetti, ora che ci penso, Rambo è ambientato nel periodo natalizio...

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