martedì 5 marzo 2019

Quando i ruoli si invertono: non corro più come Fantozzi!

   


Non che sia diventata la Mary Keitany riminese ma neanche la Catherine Bertone romagnola, MA-GA-RI, ma qualcosa sta cambiando, ebbene si.

Più precisamente, da quando a ottobre ho iniziato a correre sotto la guida di un coach di un club podistico della mia nuova città, ho appunto iniziato a correre. Piano piano, ai miei tempi lumacheschi, ma con costanza e in crescendo, con maggiore tecnica, scioltezza, dignità, fra stretching mirato e ripetute. E mi sono allenata con 3 gradi, con l'umidità che tagliava fiato e faccia, sotto la pioggia, col buio.

Domenica pomeriggio, l'ulteriore svolta: i ruoli che si invertono. Prima di cena sono andata a correre con Davide, che non svolge nessuna attività fisica e da gennaio non va neanche sempre alla partitella di calcetto del giovedì sera., ma che ha notoriamente sempre avuto più fiato e gamba di me. Ebbene, tranne i primi 500 metri in cui andavamo pianissimo anche per fare un qualche riscaldamento, gli sono sempre sempre sempre stata 5-6 metri avanti se non di più, anzi sentivo di starmi trattenendo per non staccarlo troppo e quando ho fatto quelle due-tre piccole accelerazioni nelle salite o per sorpassare pedoni lenti, poi correvo sul posto per aspettarlo. 



Al quinto chilometro lui mi fa: "Cavolo, si vede che corri": io muta ovviamente, ma dentro di me ho gongolato. Al sesto chilometro (ne volevo fare sette abbondanti) gli dico: "Quanto manca al settimo? E se arrivassimo a otto?" e lui, in percettibile affanno: "Eh, se ci arrivo a otto".



Ebbene si, dopo quasi quattro anni Fantozzi e il T1000 si sono scambiati i ruoli. Yeeee!!!

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