mercoledì 8 ottobre 2014

Se ne è andato Nando Orfei, uno di famiglia

...della grande famiglia del cinema, perlomeno. E del circo, ovviamente. 
Nando Orfei è morto ieri a 80 anni, dopo una vita come artista della più famosa dinastia di circensi italiani, con alcune parentesi cinematografiche. Due di queste con Federico Fellini, tra cui quella di "Amarcord", una delle pellicole da me più amate:





Una particina minore in un film corale nelle vesti di Lallo, detto "Lallino" ma anche "patacca", zio del protagonista: uno scapolo sessantenne, fascista da parata, mantenuto, sornione nell'aspetto ma sveglio, adulato dalla sorella e malvisto dal cognato, anche per possibili spiate a suo danno ai gerarchi neri del paese. Nella simpaticissima scena a tavola, indimenticabile il momento in cui si improvvisa un po' controvoglia giocoliere, palleggiando tre oggetti a caso al posto delle canoniche palline per far ridere i nipoti (comico quanto minimal lo scambio di battute col più giovane "E' difficile, vero zio?" "Beh, sai..."), come anche il suo repentino salvataggio del proprio piatto di minestra, con aria impassibile, un istante prima che il cognato, fuori di sè per la marachella del figlio maggiore, strattonasse la tovaglia e mandasse in malora il pranzo.

Non vedo l'ora di riguardarmi "Amarcord", anche grazie a Nando.

2 commenti:

  1. sessantenne? io gli davo trent'anni :-)
    anzi per meglio dire io ero cosi a trent anni ...

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