mercoledì 18 maggio 2016

Fitspiration - G come GET, GO

Poco da verbalizzare sulla lettera F: è il nome di tutta la questione :D :D :D

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La G è invece dedicata ad un altro grido di guerra, analogo al Do che tanto cerca di spronare chi si vuol rimettere in sesto e in salute a iniziare, non mollare e soprattutto non fermarsi:

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Conosco tante bimbe ma anche qualche baldo giovine che si fermano dopo un mesetto di esercizio, in parte scoraggiate dalla fatica e in parte già paghe dei primi risultati ottenuti. No ragazze, no! Non dobbiamo fermarci! Il fitness non è solo una parentesi di fatica prima della prova costume! E' un percorso di vita a metà fra studio e lavoro: non va fatto tutti tutti i giorni ma più volte a settimana con costanza, concentrazione e un pizzico di allegria, secondo le proprie preferenze e limiti!

Tu normopeso parli di dieta e fitness? Hai il grasso nel cervello

Preso tale assioma alla lettera, il millesimo imbecille ad avermi detto questa cosa, assieme a tutti gli altri, ha ragione: il grasso nel cervello c'è poiché le cellule sono composte nella membrana esterna anche da lipidi e colesterolo; ha sbagliato semmai a dire che ce l'ha il 90% delle donne. Eh no, caro il mio deficientino savoiardo: ce l'abbiamo tutte e non solo nel cervello, anzi, tutti*, anche tu alto 1,85 m in una taglia 44, a meno che non sia affetto dalla sindrome MDP - in cui scopro, googolando, che l'adipe è presente per lo più nel sangue - o dalla sindrome prenatale progeroide oltre che dall'ottusità.

Secondo l'imbecille savoiardo, come altri caproni suoi simili prima di lui, essendo molto più leggera oltre che più alta della sua fidanzata, che ha la pancetta con supplemento sopra il pube, sono inibita dal pronunciare parole come "rassodare, cellulite, gonfiore" (badare: non ho detto neanche "dimagrire"), anche se ne parlo in termini razionali e con toni distesi, sereni, pacifici. A parte che ho usato effettivamente toni simili e per niente teen-deliranti ("sto correndo il più possibile anche per rassodarmi, mia cugina mi vuole in forma per il suo matrimonio"), per non parlare del fatto che convivo con la pelle a buccia d'arancia da quando avevo 13 anni, ma quello che mi stupisce è il perché di questi irrispettosi ribaltoni verbali quando sarebbe potuto nascere un civile e comprensivo scambio di opinioni, breve e forse anche istruttivo, senza bisogno di frasi precotte di vituperio,  non appena una ragazza dal peso nella norma accenna a volersi migliorare fisicamente e magari, perché no, diminuire di massa.




La "logica" di tali ostruzionisti è spietata: sei femmina e magra? Vai benissimo così. La cellulite? Non la hai perché non puoi avercela. Perdi solo tempo col fare sport e sei ridicola a provare a mangiare di meno perché non ne hai bisogno, saresti pazza a farlo, metteresti in serio pericolo la tua vita!!!     

                                                                                         
Inutile provare ad allargare la questione: ci si scontra con un muro di gomma a meno che non si voglia dare inizio ad un battibeccare da gallinacce. Peggio che discutere se la Juventus ha nuovamente rubato nell'ultimo campionato stravinto. Meglio parlare di altre cose, possibilmente che piacciano ai caproni come il "mio" imbecille savoiardo, tipo l'ultimo film della saga Star Wars (che goduria che non abbia vinto neanche un Oscar). Impossibile concepire che una ragazza normopeso, dall'aspetto sano e per niente deperito, vuol provare a perdere quei due chiletti che ha accumulato durante l'inverno o che fa fitness per sedare il mal di schiena e fare fiato...o ammettere che la Vecchia Signora del calcio italiano ha vinto perché ha ripreso tutte con 14 vittorie consecutive aggiudicandosi anche gli scontri diretti.


* anche Alex Schwazer: un 5% scarso di massa grassa anche dopo 15 mesi di allenamenti.

domenica 8 maggio 2016

Erano 8 anni che lo aspettavo - Alex Schwazer fenice dei 50 km

L'amore a prima vista fa fare quasi tutto, compreso aspettare pazientemente e con un ottimismo a volte senza capo né coda. Così ho fatto io nei confronti del marciatore azzurro Alex Schwazer, classe 1984 di Vipiteno, autore di una parziale parabola sportiva da fantascienza, fenice metaforica dell'atletica, anzi, del suo capitolo più lungo e sfiancante. Uno che a 23 anni straccia tutti alla 50 km ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008 col peso psicologico dell'essere il favorito, al top della forma e con un livello di emoglobina da anemico, lutto alla spallina e occhialoni a coprire gli occhi chiari sotto un sole cinese accecante - mentre Elisa Riguado aveva firmato un trionfo di bronzo sotto la pioggia. Poi nel 2012, a pochi giorni dalla competizione appunto nella sua disciplina regina, arrivano i controlli ed il dichiarato uso di Epo, il mea culpa e le scuse in una conferenza stampa diventata confessionale (in cui ha anche detto di non amare la marcia!), la squalifica del Coni, l'addio all'Arma dei Carbinieri, l'inevitabile bye bye degli sponsor, pochissime comparsate in televisione a fianco dell'allora fidanzata, un annuncio a denti stretti della fine della sua carriera di marciatore e maratoneta. Delusione, polemiche, vituperi, anatemi e, da parte mia, un'amarezza sconfinata. Nel 2014 però, Alex riprende ad allenarsi. Ogni tanto i media fanno il suo nome in rapporto a questioni da aula di tribunale ed io sono spesso lì davanti al piccolo schermo a orecchie ritte. A fine aprile di quest'anno la squalifica volge finalmente al termine.
E stamattina appunto, la curva di questa parabola punta di nuovo verso l'alto col primo posto di Schwazer nella 50 km di marcia a squadre ai mondiali di atletica a Roma.
Primo in 3h e 39', seguito dai compagni di team Marco De Luca, quarto, e Teodorico Caporaso, quinto, e ammesso a Rio 2016: al limite dell'incredibile. Io stessa ho stentato a credere a questa bella realtà da film, che fa evaporare gli otto anni passati dalla medaglia d'oro pechinese, eppure qualcosa dentro di me mi ha sempre fatto credere che la carriera sportiva di questo atleta non era ancora finita, che ci sarebbe stato un altro tentativo, un ultimo capitolo. Per i prossimi Giochi non credo che ci regalerà un altro metallo prezioso e anzi i 50 km saranno durissimi per lui, sulla scia dei 32 anni e a gareggiare con giovani leve e altri veterani, ma poco importa. Il bello è tutto quello che c'è dietro al taglio del traguardo di stamattina. Alex Schwazer non ha soltanto regalato all'Italia e ai suoi tifosi un'altra medaglia o spronato tutto un gruppo a fare del suo meglio: ci ha dimostrato che a volte si può sopravvivere e rimediare ai propri errori, mali, ansie, debolezze, irragionevolezze. Avrebbe potuto mollare tutto definitivamente o scegliere una via più facile, meno dolorosa, optando magari per i 20 km - come fece Ivano Brugnetti seppure a causa di infortuni e problemi fisici - e invece si è ributtato anima e muscoli sulla disciplina olimpica più lunga e massacrante. Dal sito della Gazzetta dello Sport, inoltre, un commentatore accenna ai severi controlli cui Schwazer si sottopone da tempo: esami vari, dieta rigida e nessun integratore, il tutto per volere dell'allenatore Donati, uno che dubito si faccia prendere per i fondelli due volte. Poca indulgenza, in parte giustamente per carità, verso questo atleta ritrovato, che ha scontato fino all'ultimo giorno la pena inflittagli. Tanto invece lo scetticismo, nonché ostilità, dubbi e quella ingiusta tendenza a parlare del suo temporaneo (e breve) uso di doping come se non avesse fatto altro nella vita, invece che accumulare km su km dall'età di 15 anni. Da parte di colleghi sportivi vincenti e "semprepuliti" ci sono stati ogni tanto alcuni commenti scottanti, da quello velato della divina Valeria Straneo sei mesi fa a quelli più recenti di uno spietato Gianmarco Tamberi, di una più comprensiva Margherita Granbassi o di un polemico Jared Tallent, marciatore argentato a Pechino e dorato a Londra, piazzatosi poche ore fa alle spalle di Alex ("La percezione che si ha da fuori, è che abbia vinto ancora una volta uno che bara". Ok, ma da dentro allora? Tanto per sapere...).



   Il commento di Tamberi sulla pagina Facebook


http://www.gazzetta.it/Atletica/03-05-2016/atletica-granbassi-schwazer-non-tifero-lui-ma-merita-altra-possibilita-150466916304.shtml

http://www.gazzetta.it/Atletica/08-05-2016/atletica-mondiali-squadre-marcia-tallent-attacca-schwazer-battuto-un-baro-150540266470.shtml

Da adolescente, alle prime sconfitte incassate mi dicevo che è forte non tanto chi non cade mai, ma chi cade e si rialza. Onestamente ne sono sicurissima anche adesso. Prendiamo per buono, poiché è così, quanto ha fatto oggi questo atleta e chiediamoci quanti abbiamo o avremmo fatto una cosa analoga nel nostro piccolo.

mercoledì 27 aprile 2016

"Il Centro" di Arese, via crucis fra paradossi, folla e compulsività

SmokyIronman: "Che ne dici se dopodomani andiamo al centro commerciale di Arese?"
Vanessa (impallidisce, tossisce con sputazzi): "Cough cough.... Mmmhhh.... quello che è aperto la settimana scorsa?... Maaaahhh.... Non sapreeeei... aspettiamo che il polverone dei visitatori si sia placato un pooooo'..."
SmokyIronman: "Ma no, dai, partiamo presto, arriviamo presto, così cerchi quel vestito per il matrimonio di tua cugina..."
Vanessa: "Mhhhh okkkeeeeeei....Magari riusciamo ad entrare al Kentucky Fried Chicken..."


E certo, due volte.


Scherzo ovviamente. Perché le file chilometriche dell'inaugurazione si sono ripetute anche il 23 pomeriggio in un loop da film dell'orrore, roba che il tempo sembrava non scorrere mai. Ma tutta la nostra giornata è stata strana e surreale, nel secondo sabato di attività de "Il Centro" di Arese, nuovissimo super centro commerciale fra Rho Fiera e Milano ovest fra paradossi, stranezze e assurdità.

1a stazione - Preambolo
Definito il più grande d'Europa, cosa che obiettivamente mi suona strana, con duecento negozi fighi ed alcuni inediti in Italia come Primark (che già avevo visitato a Marsiglia) e Lego. Costruito in tempi record, ben attrezzato, fonte di lavoro per tante persone, spauracchio per la concorrenza, meta imperdibile per gli amanti dei centri commerciali, dei VIP, dei fashion blogger/ youtuber.


                                                       

2a stazione - Uscita dall'autostrada e parcheggio
Venendo dal Piemùnt, varcato il Ticino e presa l'uscita per Malpensa, occhio a non prendere l'uscita 1 anziché la 1a: vi costerà 1,70 € e cinque minuti extra di tempo. Nessun problema per noi, invece, per trovare uno fra gli oltre 4400 posti macchina del mega parcheggio.

3a stazione - Primo impatto
Se anche non fosse il più grande d'Europa, è fra i più nuovi e appunto belli, moderni, avveniristici, con rifiniture, materiali, linee, ascensori e dettagli che ne riecheggiano altri già visti all'Expo. Alla prima occhiata panoramica sono rimasta a bocca aperta. In più, mappe del sito sia cartacee che interattive, a disposizione su maxischermi a portata di touch, con tanto di fotografi e cameraman al lavoro a documentare il flusso umano e monetario all'ora di punta.


                                                

4a stazione - Frendly in tutto: relax, family, pets....
Aree di sosta con panchine e poltrone a piena disposizione, anche in stile "cabina" con pareti laterali a garantire un minimo di privacy (quello che mi avrebbe fatto comodo quando mi sono concessa una merenda iper golosa); zona bambini da sogno, altro che i giocattoli dei negozi lì vicino, con attrezzi e strutture che anche molti  maggiorenni avrebbero voluto sperimentare; bagni anche "per famiglie" con annessa iconina, spaziosi e ben equipaggiati; cani  benvenuti e onnipresenti, con tanti toy portati fieramente al guinzaglio come in borse e passeggini ad hoc, ad allietare sguardo ed anima.... anche se personalmente vedere un rotweiler adulto ringhiare contro un giovane esemplare di carlino nero mi ha messo un pizzico di apprensione.


                                                      


                                                      

5a stazione - KFC ovvero il Kentucky Fried Chicken
Ore 13: oltre 20 metri esterni di fila.
Ore 17,25: oltre 20 m esterni di fila.
Ore 19: come prima.
Motivazioni più che sufficienti a farmi rinunciare alle amate Hot Wheels, divorate magno cum gaudio ad Amsterdam, Magaluff e Edinburgo e punta di diamante di questa nota catena di fast food tutta a base di pollo, che ho il piacere di conoscere già dalla fine degli anni '90 da un viaggio in Olanda coi miei genitori - e dal film "Major League". Anche perché è paradossale fare un'ora e passa di fila per un alimento che si consuma in due minuti e che contiene nutrienti effettivamente miseri ma calorie spropositate. E al di là dello sconcerto di Selvaggia Lucarelli di fronte alla maxicoda dell'inaugurazione proprio nel giorno del referedum boicottato, metto l'accento sul fatto che questo milanese non è il primo bensì il S-E-S-T-O (6°) KFC italiano dopo quelli, stranamente meno conosciuti ma neanche tanto pubblicizzati, di Brescia, Chieti, Genova, Roma e Torino. Questione di glamour???


                                               

6a stazione - Alfa Romeo d'epoca, vere icone
Una delle cose più belle è stata la carrellata di auto quasi tutte d'epoca, proprio a ridosso della zona ristorazione, provenienti dal museo storico Alfa Romeo di Arese: uno stuolo di bellezze tutte rosse ad eccezione di una super futuristica e degna del set di Star Trek classe 1971, la P33 Cuneo, bianca con rifiniture gialle ma soprattutto griffata Pininfarina!!! #laclassenonèacqua


                                            


                                             

7a stazione - Pranzo made in Emilia, caffè Illy
Eh si, abbiamo rinunciato al fast pollo ma non al pranzo, pur avendolo ordinato verso le 14,30. Escluso a priori il KFC e scartato a posteriori Il Birrificio nel mega mezzanino, abbiamo optato per la comodità, l'eleganza, l'ordine e soprattutto i tavolini assegnati dal personale di Dispensa Emilia. Per me un'insalata Mediterranea con tre tigelle e acqua naturale, deliziosa ma forse con un po' troppo olio per i miei parchi gusti; per il mio fidanzato tortelli al ragù con birra media. L'espresso inevitabilmente da Illy, dove ahimè non funzionava la macchina dell'Illycream e dove il cassiere fascinoso, alto, snello e dai begli occhi blu sembrava prelevato da un set fotografico.
                                


8a stazione - Un Desigual meno pacchiano del solito
Passiamo davanti alla vetrina di Desigual, negozio in cui in genere entro sorridente e speranzosa ed esco affranta e un po' schifata, e rimango abbagliata da due sobri vestiti in vetrina con scollo a barca e manichine tagliate in diagonale, di cui uno nero con un mega fiore rosso fucsia insolitamente intonato. Provo sia questo che l'altro, taglia M ovviamente, ma ahimè gli orli sono troppo sopra il ginocchio e la stoffa sudorifera non va bene per un matrimonio di fine giugno. Ma finché è durato è stato bellissimo!!!

9a stazione - Tridente Victoria's Secret-Kiko-Disney Store
Forse perché c'è chi reputa noi donne dai 5 ai 60 anni tutte uguali in fondo in fondo, schiave del lusso come delle favole, strano ibrido fra angeli, diavolesse e principesse, obbligate ad essere sexy ma impossibilitate a crescere del tutto, gazze del consumismo attirate indifferentemente da pelouche, gloss e canottierine.....ne "Il Centro" questi tre negozi vengono l'uno dopo l'altro, belli adiacenti appiccicati, in un perverso commensalismo commerciale come per facilitare le visitatrici nell'acquisto di cosine belle, delicate, colorate, incantevoli e talora superflue.


                                

10a stazione - Melting Pot, delirio e compulsione da Primark
Dopo le capatine da Terranova e Alcott, l'affaire Primark - anch'esso caratterizzato da file massicce sia al pian terreno che al primo. Ce la siamo cavata con neanche una decina di minuti d'attesa all'ingresso di sotto, passando attraverso un percorso tipo aeroporto e dove, negli ultimi 5 metri, ci hanno gentilmente muniti della super bag simil retina porta pesci per metterci gli acquisti, che prevedevamo numerosi. Entrati là, l'inferno: frotte di famiglie, coppie adulte e branchi di ragazzine o ragazzini di mille nazionalità a smistare e carpire capi ed oggetti da scaffali ormai disordinati stile esplosione, fra corridoi affollatissimi e sempre più stretti, con tanti articoli economici ma di dubbia qualità. In quel pandemonio meltingpottaro, abbiamo dovuto far tesoro del precedente a Marsiglia e centellinare la smania di far compere, concentrandoci su cose "necessarie". Ho provato invano delle ballerine argentate, ahimè improponibili per taglia. Ho evitato altre scarpe come anche jeans e costumi, troppo teen-dozzinali. Ho snobbato accessori e trucchi: futilità allo stato puro. Ho dribblato i pigiami: siamo pur sempre a fine aprile! In quello strano ibrido fra Woodstock e Porta Portese indoor, dove i camerini erano miraggi lontanissimi e le ragazzine si provavano scettiche giacche e camicie davanti ai mega specchi nei corridoi, spesso lasciando qualcosa per terra, il caldo e l'uggia si son fatti sentire presto. Il mio fidanzato ha sedato il suo crescente fastidio con due magliettine deliziose e dei calzini, mentre io ho scovato una spugna scrub e delle forcine mentre eravamo in fila alle casse, ovvero il punto migliore per guardare e scegliere con calma; ho anche preso last second una candela aromatizzata per mia suocera, un regalino dejavù che non potevo non rifarle.
                                  

                                           

11a stazione - Cannolo re degli sfizi, ma quei centrifugati.....
Usciti da Primark alle 17,21 accaldati e mezzi disidratati, non potevamo non tirare il fiato e riprendere pigolo con una sigaretta e un po' d'acqua. Ma poco dopo ho voluto/ dovuto concedermi una merenda degna di Melissa McCarthy: un bel cannolo siciliano con riccioli di cioccolato. Ne avevo adocchiati in almeno tre punti vendita differenti, preferendoli ad una più leggera macedonia o ad un più modajolo (ma allettante) centrifugato di frutta e verdura.

                                                           

12a stazione - Tiger: non puoi non comprarci
Anche questa è una vecchia conoscenza milanese: un percorso obbligato a serpentone dove si può scegliere qualcosa fra cartoleria, casalinghi, oggettistica, trucchetti, candele, tisane e ammennicoli vari, tutti rigorosamente cheap ed invitanti. Siamo riusciti a spendere una ventina di euri in cose che non avevamo di già.

13a stazione - Uscita, benzina cheap ed una "lasciata"
Coi piedi dolenti, le gambe pesanti e le facce allucinate, alle 19 abbiamo inforcato definitivamente l'uscita dopo aver incrociato l'ultimo gregge di giovani fashionisti e l'ennesima coppia con annesso chiwawa color crema. Con la sottoscritta al volante, usciamo dal parcheggio strabuzzando per l'ultima volta gli occhi di fronte al mega distributore di benzina a 1,31€ al litro, con già una trentina di auto in attesa di rifornirsi low cost. Anche questa coda è stata evitata come la peste. Mi sentivo un po' come dopo Gardaland, ma più soddisfatta - anche perché non mi è caduto il cellulare nel wc. Unico accenno di rimpianto: non aver avuto la forza non solo fisica di fare una capatina al Lego Store.


                                 

14a stazione - Un consiglio personale, banalissimo
"Il Centro" è un'esperienza di vita, specie per chi abita come me in una città di medio-piccole dimensioni. Gli addetti ai lavori come anche i fashionisti, quelli che hanno voglia e danari da spendere, ma pure coloro che devono comprare una cosa in particolare, fanno più che bene a farci un salto anche in queste giornate caotiche, altrimenti possono aspettare tempi di maggiore quiete. E chissà se per i saldi ci ritroveremo di nuovo tutti qui a saltare meccanicamente da un brand all'altro, a dragare mensole e stand peggio di un cercatore d'oro e a barcamenarsi per riuscire ad ordinare da mangiare nel minor tempo possibile.

mercoledì 20 aprile 2016

Il Pugliese colpisce ancora, pùrin

Essendo di genere femminile non ho un corredo di attributi virili, ma ahimè qualcuno me li ha fatti metaforicamente cadere. Ebbene si, sto parlando, probabilmente per l'ultima volta, de Il Pugliese e in particolare della sua letterucola arrivatami circa tre settimane fa, a ben sette mesi di distanza dalla mia ultima risposta.
I maroni virtuali mi sono caduti per ovvi motivi, primo fra tutti il grande intervallo di tempo che è voluto al suddetto individuo per riscrivermi. Per chi si ricorda o ha voluto rileggere l'ultimo paragrafo della saga "Esiste l'amicizia uomo-donna?" di questo blog, ad agosto avevo deciso di ridare una chance a questa nostra frequentazione via email dopo due anni di (mio) silenzio ma, per un grottesco contrappasso, mi sono rivista tornare indietro un muro di mutismo. Questa sua controrisposta alla fine è arrivata appunto poco prima di Pasqua.
Onestamente - non che voglia tirarmela anche se ogni tanto non fa certo male - mi aspettavo un minimo di solerzia ed entusiasmo sufficienti ad avere sue notizie in un tempo minore di quello che è occorso ai miei poveri ammennicoli evanescenti a cadere miseramente.


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Se poi ahimè voglio ripensare anche al contenuto, senza bisogno di riportarne qui alcuni frammenti, rammento una ripetitività, una fiacchezza, una banalità ed una maniera degni di un ottantenne che scrive alla biscugina settantenne di quanto sono belli gli alberi in fiore ma anche quanto è fastidioso il suo mal di vita. Wow, 5-6 email e messaggi spalmati in 24 mesi ad accattare un mio ripensamento e poi si scribacchiano quattro righe senza capo né coda, dove (sigh sobh sniff) purtroppo non manca il giurassico accenno ad un mio possibile matrimonio*, con tanto di emoticon "che fa ggiòfaneh".
Complimenti davvero a Il Pugliese, direi che è il modo migliore per instillarmi la convinzione che con soggetti maschili single e scapoloni con un certo gap di età dalla mia conviene essere sbrigative, laconiche e possibilmente un po' stronze, prima di creare un lento e dolente effetto a catena che potrebbe portare anche minimamente vicino ad un altro teatrino degli orrori come quello da cui sono appena uscita.

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* o forse che stava facendo il finto contento e voleva gufare???

giovedì 7 aprile 2016

Fitspiration - E come EAT, EXERCISE

Onestamente, dopo anni di blog "pro ana e mia", con deliranti post di odio dove il cibo si ritrovava capro espiatorio per negare pseudo problemucoli da ormone impazzito, da qualche parte sul web è andata nascendo una filosofia della salute fatta di fitness e buone abitudini di vita, soprattutto alimentari. E' bello quindi sfogliare le pagine Instagram o i siti delle healthy guru e ammirare ricette e piatti di vario tipo, abbondanti, colorati e spesso invitanti anche quando sono fatti con ingredienti vegan, per una riscoperta che sa di acqua calda che ricorda a tutti la grande varietà di alimenti sani e light che possono conciliare salute e gusto, linea e soddisfazione palatale. E ricordarsi: mangiare pulito, sano, naturale e bilanciato, ogni giorno e col sorriso sulle labbra!

                                               


                                           


                                                           


                                                                

Mangiare dieteticamente corretto è inevitabilmente correlato all'esercizio: l'uno non esclude l'altro, come dire benzina e km percorsi da una bella automobile. E si, sto paragonando il corpo ad una macchina, anche se questo in più ha la possibilità di migliorare.


                                         

                                          


                                         


Vera anche se acida: "il miglior esercizio per gli addominali sono cinque serie dove smetti di mangiare così tante schifezze"
                                                 

martedì 5 aprile 2016

Natale con i tuoi, Pasqua con chi ti vuole

Che belle le vacanze da calendario! Niente scuola né lavoro, uscite per fare regali, pranzi, cene, anticene, controcene, eventi, aperitivi, uscite serali fino a tardi, yeeeee!!!

Tutto vero sulla carta e nelle intenzioni. Peccato che a me, in queste ultime vacanze pasquali, non sia successo quasi niente di tutto questo, sigh sobh sniff!
Ebbene si, in due settimane di permanenza nella mia città natale lontano dal nebbioso Piemùnt orientale, sono riuscita a vedere solo una mia amica che è gentilmente venuta a fare due chiacchere con me e con Fianchi Stretti...durante una nostra seduta dall'estetista!!
Meglio che niente, per carità, ma giuro di esserci rimasta a bocca aperta via via che i giorni passavano e non riuscivo ad incontrarmi con coloro che sapevano della mia discesa a casa.
Avrei voluto vedermi con l'amica X e l'amica Y come prefissato ma il weekend delle palme ero seminfluenzata, mentre la settimana dopo erano loro alle prese con mal di gola e febbre, nonché obbligate a stare mattina-pomeriggio-sera coi parenti da non poter fare neanche una birretta post cena.
Avrei voluto mandare un messaggio all'amica A che mi ha beccata su facebook tramite un'amica comune, mi ha chiesto l'amicizia e si è mostrata interessata a fare un'uscita assieme, ma sapendo dei suoi problemi cronici a schiena e intestino,oltre alla sua complessa situazione familiare, non ho avuto l'ardire di scriverle...né mi è arrivato qualche suo messaggio indagatore sotto 'ste feste.
Avrei voluto vedere una mia adorata cugina anche per riportarle un vestito che mi prestò in autunno, ma la "fortunella" si è eclissata dal giovedì santo fino al martedì successivo per una vacanza con le figlie e sapendo quanto è indaffarata ho preferito lasciarla in pace.
Avrei voluto vedere un'altra cugina adorata che non ero riuscita a vedere neanche a natale (le portai a scappata dei regalini alimentari a casa sua, lei non c'era): le ho scritto a pranzo dell'ultimo pomeriggio prima della mia ripartenza, lei mi ha risposto che mi aspettava ma ahinoi non ha inviato il messaggio, cosa di cui ahinoi si è accorta solo all'ora di cena...e a quel punto non potevo proporle un caffè serale!!!

Mi sono ritrovata, ancora una volta, vittima di un flusso spazio temporale fatto sì di pasti in famiglia, chiacchiere, film visti assieme a mia mamma, giochi con la nipotina, coccole al gatto volpone, ma anche sveglie premature, sessioni di spese e pulizie, visite agli zii anziani che son riuscita ad andare a trovare con sensi di colpa per quelli che invece ho trascurato, vacillando dal sonno già alle 22 di quasi ogni sera, il tutto con un pranzo appena più curato del normale ed una grigliata come baricentro di tutta la faccenda, appuntamenti irrinunciabili, imprescindibili, intramontabili, fino al ritorno alla mia quotidianità con in testa l'amara riflessione "Già finite 'ste vacanze? Ma alla fine che cavolo ho fatto di veramente festaiolo? Ma perché le grigliate  si fanno solo a pasquetta e non il 15 maggio o il 12 settembre???".