giovedì 8 gennaio 2015

Cos'altro pubblicare oggi se non questo?






La "strage di Parigi" di ieri mi ha talmente coinvolta, impressionata e amareggiata che per questa causa ci voglio mettere un pezzo di faccia, i capelli e la grafia!






martedì 6 gennaio 2015

Buona Befana a tutti - Ho rotto il mio digiuno...di acquisti di vestiario!

Buona Befana a tutti: grandi e piccini, magri e grassi, belli e brutti!!










A causa di una tremenda acidità che ieri dopo pranzo mi ha subdolamente assalita (mai più pasta all'uovo, grrrr!!!), ho voluto evitare cose dolci, presa dal terrore di ritrovarmi nausea e bisogno di rimettere, ma mi sono comunque goduta la notte del 5 gennaio con auguri, chiacchiere e una bella Schweppes Lemon in compagnia del mio gruppetto del karaoke, con tanto di "Io so' pazzo" cantata in gruppo in onore dello scomparso Pino Daniele...

Ma il bello è che ieri, alla faccia del pigiore allo stomaco, mi sono concessa un bel round di saldi che, assieme a quello fatto subito il 2, rompe ufficialmente il mio digiuno di shopping vero. Dico "vero" intendendo capi di abbigliamento veri e propri, non mutande, calze o il paio di ballerine economiche che presi a maggio! Pagati di mia tasca e non regalatimi da terzi o per questo Natale, in cui ho ricevuto un paio di scarponcini strabelli, un libro, trucchetti, creme alla vaniglia nera della Bottega Verde, due maglioncini e un borsellino.
Ecco il mio meraviglioso bottino, modesto di quantità ma ottimo di qualità e soprattutto adorabile:



E' vero, ci sono due paia di calze, ma sono di Calzedonia e di lana soffice....e poi mi occorrevano!!
Da sinistra, t-shirt Run DMC bianca, di cotone setoso, morbida, peccato col girocollo un po' strettino, taglia XS; jeans Gaudì Deluxe Vintage Lovers elasticizzati, carini a vedersi e belli e comodi addosso, con un denim molto piacevole al tatto (una mia fissa ridicola, lo so!), taglia 30 che mi sta giusta giusta; t-shirt anonima con disegno di pinup tatuata e ideogrammi che è stato amore vero a prima vista, anche questa bianca e soffice e col girocollo per fortuna più ampio dell'altra; sopra infine, pantaloni pigiama presi da Primark con elastico in vita e finto fiocchetto rosso, proprio da letto senza tasche, taglia S che mi sta appena comoda ma almeno non ci sguazzo dentro come una M di Yamamay presa un due anni fa - ma mi stessero così larghi i jeans invece dei pigiami!!!

Stasera invece, per chiudere in grande l'Epifania, mi divorerò nel dopocena un po' di pandoro rimasto e forse, ripeto forse, una cioccolata calda fatta con latte scremato!





mercoledì 31 dicembre 2014

Natale e dintorni

Ieri mi ero preparata anche questa chicca 

 
che non ho capito molto bene ma è comunque un ammore.

Ma spendiamo due paroline sul 25 dicembre. A Natale siamo tutti più buoni? Non lo so, può essere. Io no. Io sono buona tutto l'anno perché rispetto e amo i miei genitori, la mia famiglia e il mio ragazzo, faccio il mio mal pagato lavoro con impegno ed entusiasmo, cerco di sorridere spesso o almeno limitare il grugno, non spreco né inquino, mangio carne con moderazione, non dico cattiverie gratuite (quelle qui sul blog, si sa, sono liberatorie :D). Quindi no, nel giorno del presunto compleanno di Gesù non sono affatto più buona che negli altri giorni, non mi riesce.

Negli ultimi Natali ma soprattutto in questo appena trascorso sono stata più indaffarata, pensierosa, irritata, distratta e stressata che nel resto dell'anno. Perché? Semplicissimo: 
- gli eurini ed il tempo erano limitati e le compere tante
- il traffico in compenso è aumentato mentre i parcheggi si sono ridotti
- ovviamente non sapevo se da X, Y e Z avrei ricevuto una sciocchezza o un regalone serio (mica puoi contraccambiare un maxibauletto di cosmetici + profumo Lancome con una pashmina della bancarella), quindi ogni compera era una spremitura di neuroni
- sono stata attenta a regalare cose che non piacessero solo a me ma che potessero piacere ai destinatari
- sono entrata in un negozio per approfittare di uno sconticino del 25% ma senza trovarvi niente di papabile: viaggio a vuoto, sconto non utilizzato, bile in circolo....olè!
- da Prenatal per cercare due regalini, ho dovuto dragare un reparto da sola alla ricerca delle taglie giuste, con tanto di sudata odorosa perché i quattro commessi si erano magicamente eclissati per ricomparire alle casse! 
- il 24 e il 27 in cui avevo un dopocena con parenti ed una cena tra amici mi sono ritrovata all'ultimo delle commissioni extra affibbiatemi da mia mami e da FianchiStretti, ma mentre mia cugi è stata precisa nelle istruzioni su cosa-come-dove comprare in sua vece, la mia genitrice è stata a dir poco vaga ("Basta che funzioni"...si vede che le piace Woody Allen!)
- il primo regalo che avrei comprato, azzeccatissimo per un amico che poi ho visto il 26, è andato a ruba già i primi di dicembre, cosa che non mi ha risparmiato rimpianti e sensi di colpa
- come ogni anno a casa dei miei la carta da regalo che avevo comprato l'anno scorso era insufficiente per i pacchetti di tutti, anche perché mia mami ogni volta compra per tutti accessori da cucina voluminosissimi
- ho avuto tre serate "mondane" e due pranzi, ma non sono riuscita ad avviare la mia palette nuova di zecca della Fraulein, la Rock 'n' Fun, che mi sono autoregalata...sniff sobh sigh!!!



- il 25 a pranzo avevo un raffreddore orribile che mi ha fatto gustare tutto a metà e poi a sera mi è venuta pure una febbre sorda tra naso e bocca!

A Natale siamo tutti più buoni? Voi siete più buoni, io mi sono discretamente abbacchiata!

martedì 30 dicembre 2014

Sempre la solita ritardataria - Buone feste!!!

Ma siiii!!! Scambiamoci gli auguri di buone feste anche se già si parla di San Silvestro e di Capodanno, yeeeee!!!
Come è stato il vostro Natale? Santo, familiare, amichevole, simpatico....





....oppure profano, sexy, movidaro e godereccio???





Il mio è stato decisamente del primo tipo, con un solo rimpianto: non aver visto il film in cui compare questo singolarissimo Santa Klaus!!!




domenica 7 dicembre 2014

Bambina Bionda vs Lesbiche Acide 5-0

Venerdì sera decidiamo di raggiungere un amico in un bar a noi sconosciuto, dove c'è animazione col karaoke. Arriviamo in loco: un ambiente piccolo, il classico posto caruccio ma semplice dove fare colazione o prendere un aperitivo basic, con sei tavolini rotondi e in fondo la consolle con l'animatore. Luci ridotte per ricreare una vaga "atmosfera disco", clientela tra i 40 ed i 50 anni con aria campagnola ma piacevole. Ci sediamo con le nostre bevute, chiacchieriamo, alla faccia del mio mal di gola canto una canzone. E' comunque una situazione divertente, in mezzo a tante persone buffe ma tranquille e autoironiche.

Dopo un po', alle 23,40 circa a quanto diceva un orologio a muro, arrivano due donne sui 45, more, con jeans scoloriti, stivali neri col tacco, cinture gioiello, bigiotteria vistosa e...con tre minorenni al seguito (!!!): una ragazzina sui 15 anni vestita come nei primi anni '90 con gonna lunga di pizzo nero, un bimbo sui 9 ed una bambina sui 7 bionda e solare, con piumino magenta flash. Si siedono nel primo tavolino vicino alla porta e accanto al nostro; le donne ordinano da bere per tutti, oltre a due pizze dall'aspetto tristissimo, avanzate sicuramente dall'ora di pranzo ed esposte coraggiosamente in vetrina, che in pochi minuti sarebbero state divorate dai due esserini più piccoli.
Le due sono già volgarotte a vedersi ma la più attempata si distingue cantando sbracata una canzone di Califano che un tizio panzuto stava intonando dall'altra parte del bar. E' anche bravina ma niente da fare: è antipatica come due cacche pestate con entrambe le scarpe. Poi la tipa si alza e chiede due canzoni, che fa abbastanza bene, visto il livello puramente amatoriale degli altri cantori, non senza qualche strafalcione e con un gesticolare piuttosto cafonal. Come è mio costume, batto le mani a tutti e quindi anche a lei e poi alla sua compagna - a quanto mi hanno detto si, stanno insieme dopo il fallimento dei rispettivi matrimoni etero. I bimbi, fin troppo collaborativi, si alternano a stare al loro fianco durante le esecuzioni.
Mentre il mio ragazzo e il nostro amico chiacchierano come due pretini, ignoro il mal di gola crescente e mi butto con una seconda canzone, stavolta di Nancy Sinatra. E' la mia tonalità, non sforzo, non sbaglio nulla, so le parole, mi ci diverto e ci balletto pure un po'. Gli applausi arrivano timidi dall'animatore e dai tavolini più vicini. Torno al mio posto e mentre sposto la mia sedia il silenzio è tale che si sarebbe sentito cadere uno spillo. Mi sento guardata da quelle due arpie cotonate come se avessi fatto loro un torto. Mi siedo e, alzando appena la testa, vedo la bimba bionda che mi guarda, mi sorride e mi batte le mani contenta e sincera, con un portamento da palazzo reale. Io la ringrazio, dicendole che era gentile e che anche le sue compagne di tavolo erano state molto brave. Le due lesbiche acide reagiscono grugnendo forse positivamente, evidentemente hanno recepito un millesimo della piccola lezioncina arrivata involontariamente dalla loro piccola e da un'incolpevole estranea.

martedì 11 novembre 2014

Mi unisco come una pecora al coro dei cinefili: buon compleanno, Leo Di Caprio!

Ultimamente ho saltato vari compleanni ed anniversari di personaggi ed eventi legati al mondo del cinema, ma per questa occasione mi faccio pecora e unisco al coro dei cinefili di mezzo mondo: buon 40esimo compleanno, Leonardo di Caprio!

Per chi conosce anche vagamente questo attore, reso ingiustamente famoso a tre quarti del globo per la sua comunque buona interpretazione del romantico d'azione "Titanic" invece che per quelle, antecedenti, di "Voglia di ricominciare" e "Buon compleanno mister Grape" (foto sotto, prima sua nomination agli Oscar con primato negativo di cui ho già scritto),





saprà anche che questi auguri sono indivisibili dalla ormai datata supplica all'Accademy dell'Oscar: e dategli prima possibile una cavolo di statuetta, che ha già quattro decadi sul groppone e troppi bei ruoli alle spalle!

A sentire il servizio veloce veloce del TG5 di oggi alle 13 mi è venuto anche un filo di tristezza nel sentire che sono stati l'incontro e il sodalizio lavorativo con Martin Scorsese a far crescere artisticamente Leo. Avrei detto e anzi dico con cognizione di causa che uno come lui che a 23 anni aveva già fatto due film a fianco di Robert De Niro, è stato diretto dai registi nordici Lasse Hallstrom e Agnieszka Holland, ha generato remore di natura morale ad una mangiauomini come Sharon Stone* ed ha incarnato il Romeo shakesperiano sotto l'ala di Baz Luhrmann (lo stesso che l'avrebbe richiamato sedici anni dopo per "Il grande Gatsby"), non è mai stato altro che grande. E che recitazione da brividi in "Django Unchained"!


In questo film del mitico Quentin Tarantino, Leo mi incute più soggezione quando sorride piuttosto che quando si arrabbia, urla, si rabbuia o minaccia qualcuno!


* Sul set di "Pronti a morire" del 1995 - spaghetti western girato penso più per divertimento e vetrina che per scopi artistici, ma meglio un film così che cento altri che so io - una Stone 37enne e reduce dal fallout di "Basic Instinct" si rifiutò di girare una scena di sesso o comunque molto intima tra lei e appunto Leonardo, allora 21enne, dicendo a regista e produzione che lui era troppo giovane e lei poteva essere sua madre e quindi nun s'aveva da ffà. In una scena successiva invece, ricordo lei che da a lui un veloce bacio molto più amichevole che erotico.

lunedì 10 novembre 2014

Invito a cena con litigio

Sabato sera ore 19,45. Finisco di lavorare al computer e mi preparo al solito rituale fatto di telegiornale, telefonata alla mamma, cena e poi karaoke con gli amici. Sono sola: il mio fidanzato ha un turno di notte. Su WhatsApp però mi arrivano dei messaggi di Cornelia, una delle mie conoscenze di questa cattività piemontese*, che dice di aver avuto una pessima giornata e di essere arrabbiata nera.

Siccome sono una bestia ma non un'infame, prendo e la chiamo, lei mi spiega a grandi linee la situazione. Da due settimane è in una mansarda presa col suo compagno perché stanno ristrutturando casa, ma gli operai hanno sbagliato a farle il pavimento e quindi è da rifare; in più aveva appena litigato con l'affittuario e quindi avrebbe lasciato a giorni quella mansarda pur non sapendo ancora dove andare, mentre il suo ragazzo aveva già una soluzione, solo per lui però. Poi Cornelia scopre che sono sola in casa e mi invita per una cenetta arrangiata. Io accetto, essendo anche già pronta. Per strada compro del gelato, tanto per non arrivare a mani vuote.

Arrivata alla loro mansarda, come inevitabile Cornelia parte con il "confessionale" e mi racconta di nuovo tutto nel dettaglio, inclusi i mancati aiuti di certi presunti amici e i loro commenti acidi. Insomma, una via crucis di disgrazie, sfortune, imprevisti. Ci mancavano giusto un corto circuito generale con tanto di incendio, bimbi e anziani feriti, un attacco di sciatica al suo ragazzo, una mega cistite a lei e si sarebbe completata l'opera. La ascolto comunque con attenzione e solidarietà perché, battutacce a parte, sono messi davvero maluccio, lei avrebbe persino un esame da dare ma che ahimè non sta studiando ed è dispiaciuta di non essere andata dai suoi per il ponte dei morti.

Tra una "tragedia" e l'altra, ormai sul finire della cenetta, arriva la svolta in negativo: Cornelia, affatto paga di cotanto giustificatissimo sfogo, si mette inaspettatamente ad attaccare il suo lui. "Tu poi...non hai voluto prendere altre ferie dal lavoro...finora ho fatto tutto io...se non ti sto dietro io in ogni cosa qua non finiamo mai...è un mese che sono stanca...". Il tono di voce è sempre in modalità "cantilena scocciata", ma ora è anche accusatore. Al che il suo ragazzo, che è uno tranquillo ma non è un fantaccino, controbatte in maniera ragionevole, dicendole anche di andare una settimana da sua cugina (a un'ora di treno di distanza) e lui avrebbe pensato a tutto. A me, già sedotta dai wurstel di pollo e ora allibita da questa piega della conversazione, inizia a salire un certo imbarazzo. Cerco di difendere lui sbriciolando qualche frasetta, ma Cornelia è inarrestabile: "No Vanessa, perché tu non sai...chissà come mi farà trovare la casa...lui non si preoccupa mai di niente...mi preoccupo solo io qui...lui non farà niente come al solito....quando non ci sono se ne sta ore al computer...". Mentre comincio a sentire caldo in faccia, assisto alla reazione di lui, che sempre più arrabbiato cerca di smentirla, le chiede di cambiare argomento, di non riproporle tutte le sere gli stessi discorsi perché è stufo. Cornelia non arretra di un soffio, sembra un automa, ha le braccia conserte. Io finisco di masticare il mio crostino al paté di peperoni. Trenta secondi di silenzio, rotto incredibilmente da lei che riattacca ribadendo il suo punto di vista mentre lui si alza, si veste, esce e si chiude la porta alle spalle sempre ribattendole. Inamovibile, Cornelia trova pure il tempo di rincarare la dose e dirgli che così facendo lui scappa dalle situazioni.

L'ora successiva è stato un altro simposio a due su dove lei e lui avevano ragione e dove potevano avere torto, con un paio di sigarette fumate nel terrazzino. Passate le undici e mezza, le chiedo se aveva voglia di avviare il gelato che avevo portato, mi ci voleva proprio. Ci saziamo di fiordilatte, cioccolato fondente e nocciola per il gaudio dei nostri trigliceridi, parliamo ancora un po', sparecchiamo e laviamo i piatti, poi lei prova a chiamarlo ma lui ha i cellulari spenti, poi scendiamo giù per vedere se lui aveva preso la macchina, facciamo un giretto con la mia, ma niente. Ormai sbollita del tutto, Cornelia adesso è dispiaciuta e preoccupata, si sta innervosendo, pensa quasi di chiamare i carabinieri. Io la scoraggio: per carità, lui si arrabbierebbe ancora di più, ha pure delle conoscenze in quella caserma! La riporto a casa, ormai è quasi l'una e anche io sono arrivata al capolinea con questa storia, tra l'altro non c'è niente da fare se non aspettare. La saluto dicendole di stare tranquilla e che lui sarebbe rientrato, magari tra un'ora.

Ho trascorso le successive due ore al karaoke col mio gruppetto, non potevo mettermi a letto senza un po' di allegria tanto pacchiana quanto adorabile.